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Iniziative 2008/2009
Iniziative La Que Sabe


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venerdì 30/10/




Benvenut* a La Que Sabe!

La Que Sabe è una associazione di volontariato, nasce nel marzo 2006 da un gruppo di donne, accomunate dall’idea che un lavoro avrebbe loro consentito di star meglio. Un’occupazione, infatti è garanzia di indipendenza mentale ed emozionale, prima che economica ed è, per molte, il requisito indispensabile per l’auto realizzazione ed uno stato di pieno benessere. “La que sabe” rievoca la donna saggia, descritta da Clarissa Pinkola Estes nel libro “Donne che corrono con i lupi”, è colei che sa e che può affidarsi al proprio intuito femminile, consapevole di quanto esso sia una guida ed una grande risorsa per conoscere ed agire. La que sabe propone una riflessione sulle problematiche del disagio, con l’impegno di attivarne forme di prevenzione e approcci di cura non tradizionali. Persegue lo scopo, in un futuro vicino o lontano, di inserire nel mondo del lavoro donne con disagio psichico o, quantomeno di includerle nell’ambiente sociale di appartenenza. Una reale integrazione sociale per le diverse fasce della popolazione equivale a maggiore salute per tutti.




Sviluppa e realizza dei Progetti con tali finalità, reperendo le necessarie risorse ed organizzando operativamente Laboratori, Incontri ed altri Eventi




Tratto da: “Donne che corrono coi lupi - il mito della Donna Selvaggia” di Clarissa Pinkola Estés - Ed. Frassinelli Quando facciamo valere l’intuito, siamo come una notte stellata: fissiamo il mondo con migliaia di occhi La Donna Selvaggia porta tutto ciò di cui una donna ha bisogno per essere e sapere. Porta il medicamento per tutto. Porta storie e sogni e parole e canzoni e segni e simboli. E’ nel contempo veicolo e destinazione. Riunirsi alla natura istintuale non significa disfarsi, cambiare tutto da sinistra a destra, dal nero al bianco, comportarsi da folli o senza controllo. Non significa perdere le proprie socializzazioni primarie, o diventare meno umane. Significa piuttosto il contrario. La natura selvaggia possiede una ricca integrità. Significa fissare il territorio, trovare il proprio branco, stare con sicurezza e orgoglio nel proprio corpo indipendentemente dai suoi doni e dai suoi limiti, parlare e agire per proprio conto in prima persona, essere consapevoli, vigili, rifarsi ai poteri femminili innati dell’intuito e della percezione, riprendere i propri cicli, scoprire a che cosa si appartiene, levarsi con dignità, conservare tutta la consapevolezza possibile. La Donna Selvaggia in quanto archetipo, e tutto quanto sta dietro a lei, è la patrona di tutti i pittori, gli scrittori, gli scultori, i ballerini, i pensatori, di coloro che compongono preghiere, che ricercano, che trovano, perché tutti loro sono impegnati nell’opera di invenzione, ed è questa la principale occupazione della Donna Selvaggia. Come in tutte le arti, sta nelle viscere, non nella testa. Può inseguire e correre e convocare e respingere. Può sentire, mimetizzarsi, e amare profondamente. E’ intuitiva, tipica, e normativa. E’ assolutamente fondamentale per la salute mentale e dell’anima delle donne. Dunque, che cos’è la Donna Selvaggia? Dal punto di vista della psicologia archetipa così come per la tradizione dei cantastorie è l’anima femminile. Eppure è di più; è la fonte del femminino. E’ tutto quanto è istintivo, è un insieme di mondi visibili e nascosti, è la base. Ognuna di noi riceve da lei una cellula splendente che contiene tutti gli istinti e le conoscenze necessarie alla vita. E’ la forza Vita/Morte/Vita, è l’incubatrice. E’ intuito, veggenza, colei che sa ascoltare, è il cuore leale. Incita gli esseri umani a restare multilingui; spediti nei linguaggi dei sogni, della passione e della poesia. Sussurra nei sogni notturni, si lascia dietro, sul terreno dell’anima di una donna, un capello ruvido e impronte fangose, che ricolmano del desiderio di trovarla, di liberarla, di amarla. Lei è idee, sentimenti, impulsi e memoria. La si è perduta e pressoché dimenticata per tantissimo tempo. E’ la fonte, la luce, la notte, l’oscurità, e l’alba. E’ l’odore del buon fango e la zampa posteriore della volpe. A lei appartengono gli uccelli che rivelano i segreti. E’ la voce che dice: “Da questa parte, di qua”. E’ colei che tuona contro l’ingiustizia. E’ colei che gira come una grande ruota. E’ la fattrice dei cicli. E’ colei che lasciamo a casa affinché la custodisca. E’ colei da cui andiamo a casa. E’ la radice infangata di tutte le donne. E’ quello che ci fa andare avanti quando pensiamo di essere finite. Pertanto, che siate introverse o estroverse, donne amanti di donne o di uomini, o di Dio, o tutto insieme, che siate possedute da un cuore semplice o dalle ambizioni di un’Amazzone, che stiate cercando di arrivare in cima o soltanto a domani, che siate mordaci o tetre, regali o impetuose, la Donna Selvaggia vi appartiene. Appartiene a tutte le donne. Per trovare la Donna Selvaggia le donne devono tornare alla loro vita istintiva, alla loro più profonda sapienza.


Udine, 8 marzo 2007
Udine, 8 marzo 2007


Autodeterminazione!


NOTA: l' espressione La Que Sabe (Colei Che Sa) è tratta dal libro Donne Che Corrono con i Lupi di Clarissa Pinkola Estés


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